Impressioni dalla prima edizione di Book Management

Impressioni dalla prima edizione di Book Management

Chiara Gallese

Chiara Gallese

Studentessa della prima edizione di Book Management

Chiara Gallese ha frequentato la prima edizione del corso Book Management, che si è tenuta nell’autunno 2015. Le abbiamo chiesto le sue impressioni sul corso – ormai quasi dopo un anno, così da poterlo valutare “sulla distanza”, in modo più ponderato: quello che ne è venuto fuori è questa lettera, molto bella, sul suo sogno, su quello che avrebbe risposto oggi alla fatidica domanda che si fa sempre a inizio di un corso: e tu, perché sei qui?.

Vai al programma della nuova edizione di Book Management »

È un sogno carino
di Chiara Gallese

Ventiquattro anni, una Laurea in scienze della comunicazione e un grande punto interrogativo sul futuro. Questo era quello che avevo in mano quando, per caso, ho scoperto il corso di Book Management. Ho raccolto le informazioni necessarie e mi sono iscritta in pochissimo tempo, giusto qualche giorno per essere convinta, ecco.

Ricordo di essere arrivata, il primo giorno di lezione, con pochissime informazioni sul mondo dell’editoria, ma piena di entusiasmo. Non avevo ancora chiaro in mente il motivo centrale per il quale mi trovavo lì, su quei divanetti un po’ scomodi eppure così accoglienti. Avevo vari motivi in realtà, ne avevo abbastanza da poter intavolare un discorso di dieci minuti, forse. Ma se avessi dovuto riassumerli tutti in uno soltanto… Be’, avrei fatto scena muta. Me ne resi conto solo quando ci chiesero di presentarci in due parole e spiegare perché ci eravamo iscritti. Sul momento qualcosa trovai da dire: ero lì perché avevo una laurea in scienze della comunicazione e amavo i libri. Anzi di più, dissi che avrei voluto lavorare nell’editoria e con il corso speravo di imparare quello che serviva per riuscirci.
A voler essere del tutto sincera, però, ero lì perché avevo (e ho) un sogno nel cassetto fin da quando ero bambina: quello di aprire un caffè letterario. Uno di quelli con dentro la libreria e uno spazio per permettere alle persone di incontrarsi, raccontarsi e raccontare i libri che hanno scelto, letto, consigliato, comprato o regalato, in cui organizzare eventi culturali. È un sogno carino, credo. Ma senza conoscere il mercato editoriale, senza sapere niente di case editrici, non sapevo neanche da dove partire per realizzare un progetto così. Per dare le basi a questa idea e per colmare questo vuoto, ho scelto questo corso. Se me lo richiedessero oggi, direi questo.

Il corso, già dal programma, prometteva bene e dal secondo giorno di lezione ho avuto la certezza di trovarmi nel posto e nel contesto giusto. Durante le ore di lezione abbiamo sempre avuto la possibilità di esprimerci e confrontarci con dei professionisti, che hanno saputo insegnarci tanto raccontandoci il lavoro che fanno. Dal marketing (l’aspetto che più mi ha affascinata, il mio preferito del corso), all’attività dell’ufficio stampa, al mercato editoriale in generale, all’uso ormai indispensabile dei social network, il programma ha preso forma diventando un concentrato attivo di informazioni, idee e approfondimenti che mi ha aperto le porte di un mondo che avevo solo osservato e immaginato da lontano.

Con il tempo poi, ho avuto l’occasione di estendere le conoscenze acquisite in quei giorni anche ad altri contesti. Ogni volta che mi torna in mente qualcosa che ho imparato durante quel mese di lezioni, mi ricordo di quanto giusta sia stata quella scelta presa in fretta, di getto. Anche se adesso il mio percorso di studi prosegue in una direzione diversa (studio Progettazione e gestione dei sistemi turistici all’Università Tor Vergata), questo corso mi ha fornito un bagaglio fatto di spunti di riflessione che, con le basi giuste, magari, un giorno diventeranno progetti concreti.

Ma forse posso provare a riassumere tutte queste idee positive in un concetto solo: se dovessi oggi consigliare il corso a qualcuno, proverei a dirgli di iscriversi perché è un corso bello. E questo qualcuno, giustamente, potrebbe rispondermi che il concetto di bello è troppo relativo. Ma il corso di Book Management è bello perché impari da professionisti e le lezioni sono divertenti e coinvolgenti. È bello perché le persone che vengono lì ad insegnare, sanno parlarti del libro come “prodotto” senza però privarlo di quel contorno di poesia nel quale tutti noi lettori tendiamo ad immaginarlo. È bello perché è pensato e organizzato bene. È bello perché, se lavori nell’editoria (ma anche se non ci lavori, come nel mio caso), ti offre tantissimi spunti nuovi e ti fornisce informazioni utili e interessanti. È bello perché è un corso valido, completo e concentrato.
E forse le mie impressioni su questo corso possono “ridursi” a questo: per me è stato una scelta giusta fatta per caso, ma per fortuna; un fuoriprogramma, nel senso che era fuori dal programma che avevo in mente per la mia formazione; un’occasione concessa ad un sogno che ho in programma di realizzare.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a realizzarne la prima edizione e vi faccio i miei migliori auguri per le edizioni future, che certamente saranno un successo.

Lascia un commento