I nostri corsi, dal punto di vista di chi li ha frequentati (sopravvivendo!)

Progettare con passione: Marco Cattelan racconta i nostri corsi

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Marco Cattelan ha partecipato alla prima edizione dei nostri moduli di progettazione culturale: quella che si è svolta lo scorso autunno a Milano, da Open | more than books, incentrata sull’editoria digitale.
Ha scelto di frequentare il modulo su comunicazione e storytelling e quello sui social media, che nella prossima edizione (in partenza sempre a Milano fra maggio e giugno) raddoppiano e diventano quattro moduli: comunicazione della cultura, storytelling, social media management e campagne adv sui social.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci un po’ la sua esperienza e di descrivere i nostri corsi, dal punto di vista di chi li ha frequentati (sopravvivendo!): perché noi possiamo raccontarveli a modo nostro, dirvi che ce la mettiamo tutta per individuare programmi e argomenti che pensiamo possano essere interessanti e utili; docenti autorevoli e preparati ma anche appassionati e capaci di mettersi in gioco durante le lezioni; posti attrezzati da un punto di vista tecnologico e accoglienti, in cui è bello passare poi intere giornate seduti intorno a un tavolo; che ci impegniamo ad andare oltre il tempo delle lezioni, preparando materiali di supporto e restando qui, a dispozione di chi ha domande e difficoltà, rompendo le scatole di tanto in tanto con mail di auguri o di saluto.
Ma tutto questo, appunto, fa parte delle nostre intenzioni: ed è invece più utile, soprattutto per noi ma magari anche per voi che state pensando che forse forse vorreste capirci un po’ di più di come funzionano per davvero i social media, sentire le impressioni di chi sta dall’altra parte e di queste intenzioni subisce le conseguenze 😉

 

PROGETTARE CON PASSIONE

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Mi è stato chiesto di parlare dei corsi di Lotto 49 a cui ho partecipato durante lo scorso mese di novembre. Ho carta bianca e questo, per chi si occupa di comunicazione o di scrittura, può essere tanto uno stimolo quanto una maledizione. Sì, perché le cose che si vorrebbero dire sono tante, ma il rischio è quello di perdersi nel flusso dei pensieri, sbandando in continuazione.

Procedendo con un minimo di ordine, ho scoperto i corsi attraverso una promozione su facebook e, dopo un’attenta analisi dei temi trattati e dei costi (sono friulano e in fatto di soldi ce la giochiamo con i liguri), ho deciso di iscrivermi agli ultimi due moduli: Storytelling e Social Media Management, indirizzati a chi lavora o vorrebbe lavorare nell’editoria.
L’ambito in cui lavoro è un altro, ma m’intrigava l’idea di potermi confrontare per una giornata intera con dei professionisti su soggetti che possono essere declinati in molti modi – che si lavori nell’editoria, nel campo dei servizi o altro.

I due moduli, ultimi di quattro totali, erano presentati come indipendenti ma, di fatto, strettamente legati a livello di finalità: la costruzione di un immaginario e la sua promozione.
A parlare di Storytelling sono stati invitati Marco Ferrario e Matteo Brambilla di Bookrepublic, per l’altro modulo Letizia Sechi di RCS libri.
I due workshop, con le loro differenze, sono stati realmente interessanti: in entrambi i casi i vari “docenti” (anche se l’approccio era tutt’altro che scolastico in senso stretto) hanno approfondito i temi principali con molti materiali di supporto, facendo ampie panoramiche sui casi rilevanti, sugli “strumenti” da utilizzare per il monitoraggio dei risultati e sulle prassi da seguire per svolgere un buon lavoro.

Ora, cosa differenzia questi workshop dai tanti in circolazione? Perché sceglierli?
La risposta sta principalmente in due elementi: la qualità dei relatori, capaci di coinvolgerci e stimolarci al dibattito (come dovrebbero essere tutti i workshop, ma come spesso non sono); la loro bravura nel fornire differenti tipologie di approccio agli argomenti, senza dare delle risposte “precostruite”, mettendo in luce strategie e prassi declinabili (come dicevo sopra) anche in settori lontani da quello editoriale.

Il bello di questi temi, legati alla comunicazione, alla costruzione di contenuti e alla gestione degli stessi sul lungo periodo è che ti costringono a sviluppare una progettazione di ampio respiro, nella quale tutto si evolve continuamente.
Si tratta di una progettazione differente dalla pubblicità tout court, progettazione in cui i risultati sono dati non tanto dai numeri quanto dalle reazioni delle persone che ci seguono: questi due moduli hanno evidenziato come sia possibile creare e implementare il proprio bacino di utenti mettendoci passione e, perché no, anche una certa dose di divertimento – come hanno raccontato gli ospiti d’eccezione dei due incontri, Giulio Passerini (Ufficio Stampa E/O) e Michele Orti Manara (Social Media Manager Adelphi).

Marco Cattelan

Marco Cattelan si è laureato in Lettere a Trieste; da anni vive a Milano dove lavora nella comunicazione. Appassionato di editoria, grafica e vini, spende il resto del tempo libero tra biciclette e libri.
Noi lo ringraziamo per questa bella testimonianza e per essere stato dei nostri durante quei sabati d’autunno a Milano :)

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